Coco Chanel_la moda passa, lo stile resta

Coco Chanel: la moda passa, lo stile resta

Creatività, semplicità e comfort. Coco Chanel, la stilista francese che ha cambiato l’eleganza femminile. E’ considerata tra le più grandi creatrici di abiti femminili nel Novecento. La sua capacità di proiettare un’innovazione che anticipa i tempi nel mondo della moda, ha lasciato un’impronta indelebile.

La sua è una vera e propria rivoluzione poiché ha reso unica la figura della donna, valorizzandone bellezza e autenticità. Il suo intento era quello di emanciparla, rendendola libera dagli stereotipi imposti dalla società.

Niente più rigidità quindi e schemi antiquati; niente più corsetti ma abiti comodi e linee più semplici per la vita quotidiana. Sì ai pantaloni, alle tenute unisex e al taglio dei capelli.

Vissuta nel periodo della Belle Epoque e cresciuta in un collegio di Aubezine incarna l’emblema della donna forte per necessità. Non molti sanno che è stata proprio Coco a introdurre al mondo “la petite robe noir”, il tubino nero decorato con polsini bianchi o colletto, spesso animato da vistose pietre colorate, ciondoli, perle e cristalli e accessoriato con cappelli a cloche.

Mademoiselle Chanel, amava la simbologia e credeva nel potere della fortuna e del fato: il numero 5 infatti ricorre spesso nelle sue creazioni e nella storia della maison. Nel 1921 presenta la sua prima fragranza, il profumo Chanel N°5, creato da Ernest Beaux celebre profumiere degli zar.

In netta opposizione rispetto alle fragranze in voga negli anni venti, l’innovazione non venne data unicamente dalla sua struttura, bensì dalla novità del nome e dall’essenzialità del flacone. Innovazione che si consacrerà definitivamente 30 anni dopo, attraverso l’icona di Marilyn Monroe.  La diva di Hollywood, in occasione di un’intervista nel 1951 alla domanda “Cosa indossi per andare a dormire?” risponde con la celebre frase “Solo due gocce di Chanel N°5!”.

Ancora oggi risulta essere il profumo dei record, estremamente sensuale, femminile e immortale. Ecco cosa avviene quando la classe non è acqua ma Chanel N°5.

Autore dell'articolo: Marta De Lucia-