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Cucina molecolare: la nuova frontiera del gusto

Quando parliamo di gastronomia molecolare, numerosi sono gli scettici che la definiscono semplice cucina creativa ed artistica. In realtà è molto più di tutto ciò. Che si approvi o meno, è innegabile che tale branca culinaria incuriosisca e crei stupore.

Molti chef moderni non prediligono l’appellativo di “cucina molecolare” per descrivere il proprio stile culinario ma preferiscono adottare il termine “cucina d’avanguardia”, “cucina sperimentale” o “cucina modernista”. Ma che cos’è? E soprattutto è contraria alle grandi tradizioni culinarie?

Si tratta innanzitutto di una fusione tra scienza ed arti culinarie che, attraverso particolari processi chimici, vede la creazione di piatti unici che sono vere e proprie esperienze multi-sensoriali. Il passaggio da liquido a solido, e viceversa, diventerà un gioco da ragazzi.

Il concetto primario della cucina molecolare è quello di apportare modifiche sostanziali allo stato naturale di un alimento, attribuendogli nuove caratteristiche: addensare, sferificare, gelatinare prodotti che, altrimenti non avrebbero queste proprietà. Bisogna specificare che i prodotti utilizzati sono di origine biologica e approvati in primis dalle normative UE.

L’innovazione dunque non consiste nell’abbandono dei sapori di un tempo e del passato, anzi, stimola la ricerca di emozioni sempre nuove con gli ingredienti di sempre. Metodi underground possono creare sapori moderni, ma ancor di più possono proporre vantaggiosi attribuiti ai piatti, anche sotto il profilo dietetico e nutrizionale.

Autore dell'articolo: Marta De Lucia-