Viaggiare al tempo dei Social Network

Negli ultimi tempi, sembra proprio che i Social Media abbiano influenzato il modo di viaggiare di tantissime persone. Ma cosa significa realmente viaggiare avendo a disposizione e a portata di mano “amici” quali Facebook, Instagram o Trivago?

L’utilizzo di queste piattaforme ha avuto una notevole influenza circa il modo di scambiare informazioni turistiche, determinando la nascita della travel comunity. Il turista può attingere a qualsiasi tipo di informazione per quanto concerne la meta prescelta, le migliori offerte, le occasioni più convenienti, direttamente da casa propria,

Il nuovo modo di viaggiare, però come tutte le cose cela anche i suoi contro. Non è un caso infatti che, il numero di persone intente a rivolgersi alle classiche agenzie di viaggi sia diminuito. Un circolo vizioso, a detta delle statistiche, che ha dato il via a una drastica perdita di lavoro.

Come se non bastasse, è opportuno dire che viaggiare al tempo dei Social Network abbia anche cambiato le caratteristiche del viaggiatore stesso. Quest’ultimo infatti, si sente spesso in dovere di condividere ogni attimo del proprio viaggio sui social, spinto dal desiderio di palesare ogni singolo aspetto anche e soprattutto a chi fisicamente si trovi altrove.

Tale modo di agire non si sa se ritenerlo positivo o negativo perché, sebbene aiuti a scoprire nuovi posti, fa sì che il viaggiatore, pensando alla condivisione, non goda delle mille sfumature racchiuse all’interno del viaggio.

Ovviamente il parere è alquanto soggettivo. Una cosa è però certa: se l’occhio non vede, il social lo dice!

Autore dell'articolo: Anna Adamo

Anna Adamo è nata a Napoli il 28 marzo 1996 e vive a Scafati (SA). Ha conseguito la maturità classica nel luglio 2015 presso il Liceo Classico Statale G.B Vico di Nocera Inferiore, attualmente è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno. Da sempre nutre una grande passione per la scrittura, ha preso parte e ha vinto alcuni concorsi letterari, tra i quali quello indetto dalla Federazione Diabete Giovanile con un racconto pubblicato in un libro della federazione. Successivamente ha intrapreso collaborazioni con alcuni giornali locali. A novembre 2016 ha pubblicato il suo primo libro intitolato "La Disabilità non è un Limite".